Architettura
Il Parco del Castello di Grazzano Visconti è una piacevole fusione di eleganza, tranquillità, sorpresa.
Le sue luci mutano con le stagioni e la sua voce cambia sempre di tono: l’importante,
in un parco, è ascoltare.
Il giardino all’italiana posto davanti all’ingresso principale sembra invitare il visitatore.
La simmetria delle due zone, separate dall’ampio viale in ghiaia, parla di armoniosa serenità
ma la diversa composizione dei due parterre ricorda che il sale della vita è la fantasia:
sul lato sinistro le statue delle 4 stagioni circondano un verde spazio libero centrale
che attira l’attenzione su due cumuli di palle da cannone; al centro del parterre di destra
si trova una fontana a pianta ottagonale, realizzata con mattoni coperti con lastre di beola e decorata da piccole statue di leoni in tufo; al centro della fontana, una statua in marmo bianco raffigura Orfeo.
A primavera, un intenso profumo di rose ci accompagna verso il parco paesaggistico, che si sviluppa ai lati con vialetti sinuosi ombreggiati da tassi, pioppi, tigli.
E lo spettacolo si fa scenografico sul retro del castello, dove un’esedra in muratura, con colonne che si alternano a statue e vasi, delimita una vasca barocca, dal disegno mistilineo.
Il suono dell’acqua percorre tutto il parco, ricco di fontane ma anche di piccoli fossati che corrono paralleli alle aiuole, lungo i viali o dentro il bosco.
Queste acque fresche e allegre servono a dare vita a tutto il giardino, regolate da un sistema di saracinesche governate a mano.
Oltrepassata la grande fontana mistilinea, un altro viale, in asse con il principale, si inoltra verso il fondo, bordato da siepi di carpini e ligustro e arricchito da una lunga aiuola centrale, decorata da tassi forgiati a cono.
Si giunge così al belvedere, affacciato sulla campagna e ornato da una statua di Apollo.
Piegando a sinistra, un passaggio arcuato nella siepe di carpini porta alla deliziosa casetta dei bambini (voluta dal conte Giuseppe per i giochi delle due figlie minori, Uberta e Nane), mentre più avanti due sfingi indicano l’ingresso al labirinto.
Il parco invita a passeggiare, lasciando il percorso principale e scegliendo i viali paralleli, di platani e bagolari per poi sostare in una panchina di pietra e ascoltare il respiro del giardino.
 
             
             
     
   
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